Sul web è tutto gratis (ma anche no)

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Oggi non voglio scrivere articoli tecnici o approfondimenti dedicati al mondo del blogging. L’ho già fatto in abbondanza negli ultimi post, affrontando temi legati a Google Trends e Answer The Public. Se cerchi qualcosa di diverso vai nella pagina dedicata ai blog aziendali di SEOchef.
Oggi preferisco dedicare tempo e spazio a una vecchia credenza popolare: è tutto gratis sul web. Tutto. Le persone cercano immagini gratuite per i blog e le trovano perché ci sono tanti siti per scaricare grandi contenuti. Qualche esempio a caso? Unsplash, Pixabay, Gratisography.

Sul web è tutto gratis (ma anche no)

Ma vogliono quella foto. Allora la devi comprare. Comprare? Sei un pazzo. Le immagini non si comprano, al massimo si rubano su Google. D’altro canto è la natura stessa del digitale che ti spinge a pensare una cosa del genere. Prendi come esempio gli ebook: sono a costo zero, si scaricano senza spendere. Ma il valore? Niente. Spesso è questo il destino dei documenti online.

Beh, non è sempre così. Io posso creare un ebook gratis e ottenere un buon successo. Questo rientra nelle mie strategie di content marketing, ma non sempre è la strada da seguire. Qualcuno ti dice: “Ok, adesso me li paghi questi infoprodotti”. Aspetta, non ho capito. Pagare? Ma è tutto gratis sul web.

Ma è veramente tutto gratis sul web?

No, però l’idea è questa. Pensa ad esempio alle piattaforme di email marketing. Guarda Mailchimp: gratis fino a 2.000 contatti. Poi devi saldare. E c’è gente che si strappa i capelli da testa pur di trovare la soluzione per mandare i propri contenuti a 5.000 o 6.000 persone senza sborsare.

Tu hai in mano una fortuna, un capitale in termini di contatti. Potresti organizzare un funnel degno di nota e vendere i tuoi prodotti o servizi grazie a un buon lavoro di email marketing. Potresti guadagnare con un blog, con la tua attività editoriale, grazie a una lista profilata. E cosa fai? Cerchi il tutto gratis sul web.

Questo senza dimenticare gli strumenti legati alla costruzione dello strumento più importante: il sito web, il blog, l’origine della strategia di inbound marketing. Pur di non acquistare quel tema o quel plugin c’è chi si accontenta della mediocrità assoluta. E di un aspetto poco professionale. Per non parlare di chi continua a cercare il modo di creare un blog gratis per guadagnare.

Non è una spesa: è un investimento

Ti rendi conto? È un ossimoro, un controsenso. Voglio un blog in grado di monetizzare ma non voglio spendere 50 euro all’anno di hosting e 10 di dominio. Il problema, secondo me, è legato al concetto di professionalità. Quello che manca – non sempre ma spesso e volentieri – è l’approccio imprenditoriale al lavoro sul web. Un esempio? Il falegname acquista gli strumenti per modellare il legno.

E quando si rende conto che c’è un’esigenza legata a un determinato prodotto (un mobile con una curva particolare) va dal grossista e acquista la macchina per lavorare in un determinato modo. All’inizio il costo dell’attrezzatura è impegnativo, e deve aggiungere anche quello della formazione per imparare a gestire il tutto. O magari deve assumere una persona competente.

Ma il totale da pagare non è una perdita. È un investimento, con un rischio da ponderare. È questo il gioco: non sei sicuro che tutto si allinei ai tuoi piani. Ma un imprenditore deve valutare i punti sulla scacchiera e agire. Per guadagnare di più, per ampliare il proprio mercato. Per soddisfare più clienti.

Il compito del professionista online

Ci sono tanti aspetti che ti consentono di fare il grande passo, e di mutare la passione in lavoro. C’è chi definisce questo confine con la partita IVA, magari con l’apertura di una sede fisica o con la creazione di un team. La mia opinione? Idee superate, la differenza è nell’attitudine.

La differenza è nella capacità di vedere la spesa come investimento. E di concepire un tool non come uno strumento per giocherellare, ma per guadagnare di più. Per offrire un servizio superiore e per trasformare un interesse in un nuovo filone per monetizzare. Senza improvvisare, ovvio.

Non basta avere gli strumenti – il software di email marketing, il SEO tool, il template premium – per diventare un professionista e offrire un servizio. Così come il falegname deve acquistare l’attrezzatura e le competenze per usarlo, anche il professionista del web deve seguire un percorso.

Le due strade sono parallele e devono essere accompagnate da una presa di coscienza: sul web non è tutto gratis. Non è vero, soprattutto quando vuoi crescere. Se vuoi fare SEO forse hai bisogno di un tool come Seozoom, se devi lavorare con le newsletter non puoi fare a meno di Mailchimp: guadagnare senza investire è una prospettiva che non ha futuro. Offline ma anche online.

Anche tu cerchi il tutto gratis sul web?

Questo è un articolo particolare. Non voglio suggerire tecniche e strategie di blogging, ma una strada per evitare un errore comune nell’universo di chi lavora nel mondo del web marketing: procedere come degli eterni dipendenti. Hai una partita IVA? Sei un piccolo imprenditore, devi investire. Devi rischiare. Sei d’accordo? Secondo te questa realtà è molto diffusa? Aspetto le tue idee.

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